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Unione Europea boccia la tariffa minima italiana

La Corte di giustizia europea ha bocciato le norme italiane sulla tariffa minima applicata al trasporto merci su strada considerandola non a norma con le leggi europee.
La norma italiana prevedeva una tariffa minima derivante da accordi tra le associazioni dei Tir e quelle dei committenti. In caso non fosse stato stipulato nessun accordo tra i due soggetti sarebbe stato l’Osservatorio sulle attività di autotrasporto ad indicare i costi minimi.

Libera concorrenza

A partire da Settembre 2014 la Corte di giustizia europea ha invece constatato che l’Osservatorio, che è composto prevalentemente da rappresentati di associazioni di categoria deve essere considerato un’associazione d’imprese soggetta alle regole di concorrenza.
Di conseguenza fissare i costi minimi d’esercizio impedisce alle impresse di concorrere sul prezzo e applicare costi inferiori.
Inotlre la Corte rileva che la determinazione dei costi minimi non è idonea a garantire il conseguimento dell’obiettivo (la sicurezza stradale), fatto valere dall’Italia, per giustificare la diminuizione della libera concorrenza.
La normativa italiana, infatti, prendeva in considerazione solo in maniera generica la sicurezza stradale senza indicare nessun nesso tra la sicurezza e i costi minimi.

Fonte: Altalex

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